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TAVOLE D' OFFERTA, ARE E BACILI DA LIBAGIONE . 22001-22067


Tavole D' Offerta, Are E Bacili Da Libagione . 22001-22067
Editore: Edizione Arte Fratelli Pozzo
Genere: Archeologia
N° Pagine: 172
Anno: 1977
ISBN: 9900003056398
Illustrato in bianco/nero

Prezzo copertina: € 29.00
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Catalogo del Museo Egizio di Torino
Volume II - n. 22001 - 22067

Fra le preziose raccolte di antichità egizie a Torino, quella delle tavole d'offerta, delle are e dei bacili da libagione, è di grande importanza. Questi riuniscono sessantasette oggetti, un numero che sarebbe difficile trovare in altro museo eccetto quello del Cairo. Fra questi ve ne sono alcuni assai importanti, anche più che gli esemplari al Cairo stesso. Di tutti solo dodici erano pubblicati, sei editi in parte, tre appena ricordati o citati; tutti i rimanenti non eran stati mai menzionati. Qui si dà una descrizione di ciascuno, cominciando da quelli dell'Antico Regno, continuando poi con gli oggetti del Medio e N u~vo Regno, provenienti da Deir el M edina e da altri luoghi; seguono i tre monumenti più importanti e infine quelli dell'Età Tarda.
Dell'Antico Regno rimangono quindici oggetti. Tre di essi (n. 22002,2200],22009) provengono senza dubbio dallo scavo eseguito nel I90] dallo Schiaparelli nella necropoli di Giza. Due di questi sono anepigrafi, ma poiché uno (n. 22002) fu scoperto nella tomba della figlia del re U ehemnofret e l'altro in quella di Bebieb (n. 22009), essi son stati attribuiti a questi personaggi. Il terzo (n. 2200]) appartiene ad un uomo di nome Mereru, che fu " soprintendente alla casa )}, talvolta definito come " l'A nziano e il conoscente del re ". Tutti gli altri oggetti non sono mai stati pubblicati né menzionati. Cinque di essi derivano da Giza (n. 22004-22008) e uno (n. 220IO) da Gebelein. Quest'ultimo appartiene al " conoscente del re" Perim, ed a sua moglie la " mjtrt" Shepset. Altri quattro (n. 220II-220I4) vengono da Asiut. Essi sono anepigrafi, eccetto il n. 2200I, pure da Giza, che reca il nome del possessore come Ka(i)aper. L'ultimo pezzo (n. 220I5), di provenienza ignota, reca inscritto il nome di una signora chiamata Ikeset, che fu consorte del re e sacerdotessa di Hashor.
Del Medio Regno abbiamo nove oggetti e sei frammenti. Cinque di essi, tutti tavole d'offerta, vengono da Asiut.
Di questi, uno (n. 2202]) è anepigrafo, il secondo (n. 2202I) di una donna sconosciuta di nome Meret, figlia di Idi, il terzo (n. 22022) di un uomo il cui nome non è chiaro, il quarto (n. 22024) appartiene ad un personaggio di una certa importanza chiamato Hetepneb(i) che fu ufficiale dell'esercito. Asiut, città di importanza strategica, ci è nota come sede di parecchi militari di carriera. Il quinto (n. 22020) appartiene ad un uomo chiamato Pepi, omonimo di re della VI dinastia e descritto come sacerd

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